La cacciata degli ebrei di Vienna

Arciducato d'Austria intorno al 1512
Arciducato d'Austria
intorno al 1512

Durante le guerre hussite (1419 - 1434/1439) gli ebrei vennero espulsi dal ducato d'Austria (1420/1421) perché Alberto V d'Asburgo l sospettava tra le altre cose, che avessero collaborato con gli hussiti1.

rappresentazione di un ebrei di Worms con un anello giallo (16 ° secolo)
rappresentazione di un ebrei di Worms
con un anello giallo (16 ° secolo)

Nel 1496 gli ebrei vennero poi cacciati dai ducati di Stiria e di Carinzia da Massimiliano I su insistenza dei Ceti2, ma avevano la facoltà di insediarsi al margine orientale dell'Impero (Zistersdorf nel odierna Bassa Austria, Eisenstadt nel Burgenland). Dal 1551 gli ebrei, durante la loro permanenza in città e nei mercati, dovevano portare una "macchia gialla" (anche: anello ebreo, cerchio ebreo, “rouelle” dal francese "disco" ).

Giuseppe II
Giuseppe II

A partire dal 1584 si stabilirono a Vienna alcuni ebrei "hofbefreit3" (esonerati dalla corte) e nel 1623 tutti gli ebrei viennesi ebbero il trasferimento obbligatorio al di fuori della città, nella "Unterer Werd" (werd = medio alto tedesco per “isola”; oggi il secondo distretto di Vienna), un'isola fluviale del Danubio. Nella metà del 17° secolo qui vivevano quasi 1.400 ebrei. In città erano autorizzati a svolgere i loro affari solo nel quartiere ebraico e solo durante il giorno; in serata dovevano lasciare la città. La popolazione ebraica viveva nel “ghetto4” di Vienna in completa libertà economica ed erano autorizzati a esercitare un mestiere. (Al di fuori del "ghetto" l’autorizzazione avvenne soltanto sotto Giuseppe II.)

Leopold Karl von Kollonitsch
Leopold Karl von Kollonitsch

Nonostante la vita nel ghetto nel ”Unterem Werd” la comunità ebraica di Vienna si vedeva esposta a delle ostilità. I sermoni del cattolico Abramo Sancta Clara (1644-1709), gli interventi del vescovo Leopold Graf Kollonitsch (1631-1707), nonché eventi misteriosi a corte, portarono alla soppressione del quartiere ebraico di Vienna.

Quando nel 1668 morì il principe ereditario, di soli tre mesi, ed un incendio distrusse la maggior parte della Hofburg di Vienna, molti ambienti giunsero alla convinzione che tali catastrofi erano state la punizione di Dio per l'ammissione degli ebrei a Vienna. Nel 1669 la commissione di corte per l'inquisizione raccomandò all'imperatore Leopoldo I l'espulsione degli ebrei.

Secondo l'editto di espulsione del 28 febbraio 1670, su ordine dell'imperatore bisognava

"sbarazzarsi da tutto il paese d'Austria di tutti gli ebrei, nessuno esente”.

L'area residenziale del "Unteren Werd" divenne Leopoldstadt, oggi il 2° distretto di Vienna.

Gli ebrei in partenza ricevevano un lasciapassare; molti emigrarono in altri paesi degli Asburgo come la Boemia, la Moravia e l'Ungheria5, altri invece emigrarono in Baviera, a Berlino nel Brandeburgo o anche in Polonia.

la cacciata fegli ebrei di Vienna
la cacciata fegli ebrei di Vienna

 

L'insediamento degli ebrei di Vienna nel Brandeburgo

Federico Guglielmo di Brandeburgo
Federico Guglielmo di Brandeburgo

Il Grande Elettore Federico Guglielmo accolse 50 famiglie nel Brandeburgo dove contribuirono alla ricostruzione del paese devastato dalla guerra dei 30 anni e fondarono una fiorente comunità ebraica.

Ricevettero privilegi molto peggiori degli ugonotti, che dal 1685 erano immigrati nel paese. Federico Guglielmo permise agli ebrei di stabilirsi in tutta la Marca e gli indicò come campo d'azione solo le attività commerciali, mentre le corporazioni per loro rimanevano chiuse.

Anche se al confine erano stati esonerati dalla “tassa ebrea”, dovevano pagare per la loro “protezione” un pizzo annuale. Per i successivi 20 anni furono autorizzati a commerciare con lana, tessuti e articoli confezionati, ma non con il denaro (praticare l'usura).

Solo un solo figlio per ogni famiglia poteva insediarsi nella Marca; per ottenere il permesso di sposarsi doveva essere pagata una tassa aggiuntiva. Le comunità ebraiche emergenti erano autorizzate ad assumere un docente, un macellaio e creare un cimitero; la costruzione di sinagoghe però era vietata.

 

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battaglia di Chrastava in Boemia 1428
la battaglia di Chrastava in Boemia
(1428)

1 Hussiti = con il termine hussiti vengono raggruppati diversi movimenti riformatori o rivoluzionari che emersero nel 1415, dopo il Concilio di Costanza e dopo la condanna al rogo del teologo e riformatore Jan Hus.
Jan Hus criticava la ricchezza della chiesa e, per le questioni di fede, riteneva valida solo la Bibbia (simbolo comune era il “calice laico”, cioè il bere il vino eucaristico anche per i cristiani che non appartenevano al clero); Hus inoltre non riconosceva l'infallibilità del Pontefice, seguendo così il filosofo, teologo e riformatore inglese John Wyclif ed era anche vicino alle posizioni dei valdesi. Le sue opinioni più tardi influenzarono anche Martin Lutero.
Gli hussiti vennero supportati dalla maggior parte della nobiltà boema e si rivolsero principalmente contro i re boemi che in quel periodo reggevano contemporaneamente l'incarico del Sacro Romano Impero e della Chiesa cattolica, nel cui nome il Papa invitò ad una crociata contro gli hussiti. Negli anni dal 1419 al 1434 sul territorio del Regno di Boemia si verificarono controversie e battaglie (Crociata Hussita).

 

Johannes Hus condannato al rogo
Johannes Hus condannato al rogo

 

2 Ceti = rappresentanza popolare dei ceti (gruppi chiusi, riconosciuti a livello legale e sociale), vedi la divisioni del sistema feudale.
3 L’Hofbefreiung (l'esonero dalla corte) originariamente non era inteso come un privilegio, bensì il fatto che i commercianti e gli artigiani che fornivano la corte reale, dovevano essere liberati dalle catene del sistema corporativo, perché a quel tempo la “professione corporativa” (artigiani) non poteva essere esercitata al di fuori delle corporazioni. In precedenza gli Hofbefreite dovevano muoversi assieme ai governanti, per poter essere al loro servizio in qualsiasi momento. Da quando Vienna divenne la residenza di corte, gli Hofbefreite attirarono ancora di più l'invidia della concorrenza perché adesso potevano insediarsi nella città per sempre ed anche fornire la clientela urbana e tutto ciò senza le limitazioni delle corporazioni. Ma Hofbefreite diventavano solo pochi eletti che dovevano e potevano pagare abbondantemente per ottenere il decreto imperiale. In cambio cadevano tutte le altre imposte, dazi doganali e pedaggi. Gli Hofbefreite non avevano il diritto di acquistare proprietà. Signore con potere giurisdizionale sugli Hofbefreite era il maresciallo di corte. Solo gli ebrei ricchi potevano permettersi un tale privilegio. Coloro che non potevano permettersi questo lusso cercavano di rifugiarsi come “brotgenosse” (compagno di pane) presso un Hofbefreiter. Chi non era hofbefreit, o almeno un brotgenosse, era considerato un ebreo straniero, doveva portare la macchia gialla, era esposto alle angherie dell'amministrazione e rischiava costantemente di essere espulso. Quando la tesoreria aveva nuovamente bisogno di soldi, e gli ebrei non potevano o non volevano pagare, il privilegio di Hofbefreite venne loro tolto.
4 Il termine ghetto per la prima volta venne utilizzato nel 16° secolo e probabilmente deriva dal veneziano gettore, il nome colloquiale per il quartiere di Cannaregio; nelle immediate vicinanze di questo quartiere si trovava una fonderia (termine dialettale ghèto che deriva dalla parola getto). Altre derivazioni sono basate sulla parola ebraica get = "separare". Al tramonto il ghetto veniva chiuso, in modo che i residenti ebraici solo durante il giorno avevano l'accesso agli altri distretti della città. I cristiani non avevano il permesso di abitare nel ghetto e nessun ebreo al di fuori del ghetto. Nella parte cristiana gli ebrei non potevano avere i propri negozi. Per evitare il sovraffollamento del ghetto si poteva sposare solo il figlio maggiore di ogni famiglia ebrea. Il primo ghetto in Germania fu creato a Francoforte nel 1462.
5 Nell'odierna Burgenland settentrionale e centrale, con il tempo gli ebrei formarono le "Siebengemeinden" (sette comuni). Da non confondersi con L'Altopiano dei Sette Comuni in Italia. Le sette comuni nacquero dopo il 1670, quando il principe Paolo I Esterházy di Galantha accolse gli ebrei che furono espulsi da Vienna da Leopoldo I. In tutto erano circa 3.000 ebrei. Per la protezione di Esterházy dovevano pagare al principe il pizzo per la protezione. Loro stessi si chiamavano gli ebrei protetti da Esterházy.

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