La legenda dell'omicidio rituale e sacrilegio alle ostie

Beato Guglielmo di Norwich
Beato Guglielmo di Norwich

La prima accusa di omicidio rituale diffamatoria conosciuta contro gli ebrei è quella del 1141. La vittima sarebbe stato il 12enne apprendista pellicciaio Guglielmo di Norwich.

Tommaso di Montmouth, un monaco benedettino di Norwich, tra il 1150 e il 1173, in 7 libri "Sulla vita e le sofferenze del martire S. Guglielmo di Norwich," descrive per la prima volta in letteratura, come fosse vera, la leggenda dell'omicidio rituale ebraico. La sua descrizione contiene già gli elementi essenziali che incontreremo ancora in tutte le accuse successive di omicidio rituale: un cristiano compra o rapisce un bambino cristiano e lo consegna agli ebrei; questi ripetono alla vittima la Passione di Cristo e lo sottopongono alle torture più crudeli; lo fissano con le gambe aperte su una struttura di legno a forma di cornice ed infine uccidono il crocifisso con una pugnalata nel fianco.

 

Kürschner bei der Arbeit
un pellicciaio durante il lavoro

Il dodicenne Guglielmo sarebbe stato impiegato dagli ebrei a Norwich per la riparazione di pellicce.

Il Martedì della Settimana Santa, sua madre lo affidò ad un messaggero degli ebrei, che si spacciava come il cuoco dell'arcidiacono, perché lo impiegasse come apprendista in cambio di una paga di tre scellini. La piccola figlia dello zio di Guglielmo, il sacerdote Godwin Sturt, vide come il ragazzo, insieme al presunto cuoco (probabilmente il vero assassino) sparì nella casa di uno ebreo.

Il dodicenne Guglielmo sarebbe stato impiegato dagli ebrei a Norwich per la riparazione di pellicce. Il Martedì della Settimana Santa, sua madre lo affidò ad un messaggero degli ebrei, che si spacciava come il cuoco dell'arcidiacono, perché lo impiegasse come apprendista in cambio di una paga di tre scellini. La piccola figlia dello zio di Guglielmo, il sacerdote Godwin Sturt, vide come il ragazzo, insieme al presunto cuoco (probabilmente il vero assassino) sparì nella casa di uno ebreo.

 

Gli assassini, dopo l'uccisione, lo avrebbero voluto seppellire subito nei boschi vicini, ma sarebbero stati visti da un cittadino di Norwich e, per la paura di essere scoperti, fuggirono.

la crocifissione di Guglielmo di Norwich
la crocifissione di Guglielmo di Norwich

Ancora nella stessa notte, vicino al cadavere, si sarebbero verificati dei miracoli di luce. Così il cadavere poté essere ritrovato (Sabato Santo, 25 marzo 1144) e identificato come Guglielmo, che fu sepolto in loco. Subito il sospetto cadde sugli ebrei di Norwich, e il sacerdote Godwin Sturt, qualche settimana dopo sul sinodo diocesano, li accusò per l'omicidio di Guglielmo. Su richiesta del priore, Aimar di Sussex, di poter portare il corpo del "martire" nel suo monastero, il vescovo solo in quel momento sie rese conto che il fatto poteva avere un ritorno economico, ed in effetti per la città fu un business molto redditizio, con tangibili vantaggi economici che portarono buoni soldi per l'alloggio, la ristorazione, le messe, e la vendita di souvenir. Il 24/4/1144, un mese dopo, il cadavere di Guglielmo venne trasferito al cimitero del monastero e il "profumo celeste" e l'integrità del suo corpo né rivelò la sua santità.

pellegrini in una città
Sebastian Vranx: pellegrini in una città

 

Nel secondo libro Thommaso di Monmouth riferisce dei primi cinque "miracoli" accaduti vicino alla tomba di Guglielmo (suddivisi su 6 anni) e cerca di disperdere i dubbi diffusi circa la colpevolezza degli ebrei e la santità del giovane "martire" con prove aggiunte, richiamando i racconti del monaco Teobaldo di Cambridge, un ebreo convertito, dopo di che scrive che gli ebrei spagnoli (sefarditi) sacrificano ogni anno un cristiano, perché secondo gli antichi testi solo da tale spargimento di sangue avrebbero riavuto la libertà e la patria. Sempre secondo Thommaso di Monmouth, il luogo del sacrificio veniva stato sorteggiato ogni anno e, per l'anno 1144, il sorteggio era caduto su Norwich.

 

durante la preparazione di matzah
durante la preparazione di matzah

Al contrario, invece, nei testi di Thommaso di Monmouth manca l'accusa che venne sollevata solo dopo il 1215, che gli ebrei userebbero il sangue cristiano per scopi rituali o magici (sacrilegio delle ostie, la preparazione di Matzah o per uso medico).

Nelle restanti cinque parti del lavoro di Tommaso vengono descritti più di altri 100 "miracoli" accaduto in un secondo periodo: si tratta soprattutto guarigioni e rivelazioni attribuite a Guglielmo. La devozione di Guglielmo, che non venne mai ufficialmente canonizzato, crebbe rapidamente, ma nella 2^ metà del 13° secolo venne rimpiazzato velocemente dal “culto del martirio” ancora più popolare di Ugo di Lincoln, che probabilmente a otto anni annegò (morto nel 1255), e divenne un altro oggetto di accusa calunniosa verso gli ebrei di omicidio rituale.

Anche se riguardo all'accusa per l'omicidio di Guglielmo non venne registrata nessuna vittima tra gli ebrei, in Europa si diffuse la credenza popolare che gli ebrei sotto la guida dei loro rabbini, rapissero, torturassero e uccidessero ogni anno a Pasqua un ragazzo innocente cristiano.

Riccardo di Pontoise

Königs Philip II. August
Königs Philip II. August

Al tempo del Re francese Filippo II Augusto, i cronisti Roberto di Torigni e Guglielmo il Bretone riferirono diversi omicidi di bambini cristiani che sarebbero stati uccisi da ebrei.

Nel 1171 ci furono due accuse di infanticidio, una contro gli ebrei di Orleans e una contro quelli di Blois, l'ultima nel periodo pasquale. A Blois vennero bruciati sul rogo 30/40 ebrei. Il 25 marzo 1179 abbiamo il martirio di San Riccardo di Pontoise per il quale vennero accusati gli ebrei di Pontoise.

L'umanista francese Robert Gaguin (1433-1501) descrive nella sua agiografia “Acta Sanctorum“ (dal latino: Gli atti dei Santi) l'uccisione di un cristiano come un'usanza annuale, e riporta un interrogatorio di Riccardo fatta in una grotta da un sacerdote ebraico che invitò Riccardo a rinnegare la sua fede. Riccardo fu crocifisso sulla croce sulla quale ci sarebbero state delle citazioni della Bibbia. Il suo corpo venne trasportato a Parigi dove fu sepolto nel cimitero degli Innocenti.

Richard von Pontoise
Richard von Pontoise

Il risultato del martirio fu una grande persecuzione da parte di Re Filippo Augusto e l'espulsione degli ebrei dalla Francia nel 1182.

 

Si dice che i miracoli compiuti dal martire furono molti e la sua fama crebbe tanto, al punto che gli inglesi, che avevano occupato Parigi nel 1420-1435, lo riesumarono e lo trasportarono in Inghilterra (con l’eccezione della testa, lasciata sul posto).

 

Aroldo di Gloucester
Aroldo di Gloucester

Aroldo di Gloucester

Il 18 marzo 1168, 4 settimane dopo il rapimento del piccolo Aroldo, venne trovato il cadavere del bambino cristiano da alcuni pescatori nel fiume Severn.

Aroldo che sarebbe stato ucciso dagli ebrei di Gloucester e gettato nel fiume, venne sepolto con sfarzo davanti agli altari di San Edmondo e San Edoardo il Confessore, sul lato nord della chiesa di San Pietro a Gloucester come venerato martire.

San Varnerio (Werner) di Oberwesel

San Varnerio (Werner) di Oberwesel
San Varnerio (Werner) di Oberwesel

(anche Werner di Bacharach o Werner di Womrath); Werner nacque nel 1271 in una famiglia povera ed era entrato in servizio in Oberwesel nella Renania-Palatinato come lavoratore a giornata presso un viticoltore ebraico. Il Giovedì Santo del 1287 il 16enne fu trovato ucciso vicino a Bacharach. Secondo la leggenda dell'omicidio rituale il ragazzo sarebbe stato attirato in casa dagli ebrei, per i quali doveva togliere della terra da un piano seminterrato. Varnerio sarebbe stato torturato a morte e il suo sangue sarebbe servito agli ebrei per i loro riti della Pasqua ebraica (Passah); il suo corpo invece sarebbe stato gettato nel Reno.

La morte inspiegabile di Varnerio portò nell'anno successivo ad una sanguinosa persecuzione degli ebrei in tutta la Renania. Solo in Bacharach vennero uccisi 26 ebrei. Le comunità ebraiche si rivolsero a Re Rodolfo I che era convinto dell'infondatezza delle accuse, impose ai cittadini partecipanti una multa e ordinò di bruciare il cadavere di Varnerio per prevenire qualsiasi ulteriore venerazione. Ma le sue istruzioni non vennero seguite.

Solo nel 1963, dopo il Concilio Vaticano II, la competente diocesi di Treviri cancellò il nome di Varnerio dall'elenco dei Santi. Recenti studi ipotizzano che Varnerio probabilmente fu vittima di un reato sessuale.

Il poeta tedesco Heinrich Heine ricorda l'evento nel suo racconto frammentario "Il Rabbi di Bacharach”.

l'incompleta Wernerkapelle in Bacharach sul Reno
l'incompleta Wernerkapelle in Bacharach sul Reno

Intorno al cadavere del ragazzo nacque un culto: gli venne attribuita una speciale luminosità e i fedeli in un primo momento si rifiutarono a seppellirlo. Varnerio venne festeggiato come martire ogni anno il 19 e poi il 18 aprile. Solo nel 1963 nella diocesi di Treviri venne sospeso questo culto.

 

All'esterno della cappella di San Varnerio in Bacharach, dopo il restauro, è esposta oggi una preghiera di Papa Giovanni XXIII che esorta al rapporto fraterno tra ebrei e cristiani:

"Oggi ci rendiamo conto che per secoli la cecità ha coperto i nostri occhi, in modo che non vediamo più la bellezza del Tuo popolo eletto e ne nel suo volto i lineamenti del nostro fratello maggiore. Ci rendiamo conto che sulla nostra fronte abbiamo il marchio di Caino. Nel corso dei secoli, nostro fratello Abele è rimasto nel sangue, che noi abbiamo versato, e lui ha pianto lacrime che noi abbiamo causato, perché abbiamo dimenticato il Tuo amore. Rimetti a noi la maledizione che ingiustamente abbiamo appuntato al nome degli ebrei. Rimetti a noi, che nella loro carne Ti abbiamo messo alla croce per la seconda volta. Perché noi non sapevamo cosa facevamo."

(Questa atto di dolore lo scrisse Papa Giovanni XXIII. nel 1963 poco prima della sua morte.)

Rodolfo di Berna

Rodolfo di Berna con la palma del martirio
Rodolfo di Berna con la palma del martirio

La Berner Chronik ci informa che il 17/4/1294 a Berna in Svizzera venne trovato assassinato il 4enne cristiano Rodolfo. Per l'odio verso i nomi cristiani, gli ebrei di Berna avrebbero rapito, imprigionato, torturato ed infine crocifisso e lasciato crudelmente morire sulla croce il bambino, seguendo il modello dell'assassinio rituale, cioè la parodia della passione di Cristo.

Le analisi ecclesiastiche stabilirono che Rodolfo era morto come un vero martire e, pertanto venne seppellito nella Leutkirche, la chiesa principale di Berna, vicino all'altare della Santa Croce, a cui il popolo diede il nome di "altare di Rodolfo”. Il beato martire, per la sua venerazione attirò molti credenti.

A Berna si verificò una persecuzione massiccia degli ebrei. Molti di loro vennero aggrediti, saccheggiati e torturati al supplizio della ruota.

Anche se le autorità non credevano nella colpa degli ebrei, perché gli atti parlavano espressamente di un “presunto” assassinio rituale, videro nella rabbia della gente un'opportunità per l'eliminazione del debito che avevano con i finanziatori ebrei.

Adolfo di Nassau
Adolfo di Nassau

Gli ebrei perseguitati si lamentarono con il Re romano-tedesco Adolfo di Nassau, ma la commissione da lui nominata sentenziò a favore della città imperiale di Berna, secondo la quale gli ebrei di Berna persero tutti i loro crediti, pegni e lettere di debito; inoltre dovettero pagare al sindaco ed alla città una sanzione elevata ed infine vennero espulsi per sempre dalla città, tanto che fino al 19° secolo in Svizzera non c'è più stato quasi nessun ebreo.

Quando venne costruita la Cattedrale di Berna, i resti del presunto martire vennero trasferiti nel 1435 in una cassa ed esposti alla venerazione dei fedeli sull'altare della Santa Croce; il culto del ragazzo non venne mai confermato ufficialmente. Nel 1528 i calvinisti, durante l'iconoclastia, saccheggiarono la chiesa e distrussero l´altare; le reliquie di Rodolfo, tratte fuori dalla cassa, furono sotterrate al di fuori delle mura della chiesa e non furono più trovate.

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Kindlifresserbrunnen
Kindlifresserbrunnen a Berna

 

 

Intorno al 1545/46 venne costruito a Berna il Kindlifresserbrunnen, si dice, per onorare Rodolfo.

Sul significato di questa rappresentazione ci sono tante interpretazioni. Una di queste vuole vedere nella figura della fontana, un orco seduto, con il suo cappello a punta, che inghiottisce un bambino, un ebreo.

Inoltre il cappello, la cintura e le maniche della figura, prima erano dipinte di giallo, secondo il codice d'abbigliamento ebraico.

 

 

 

Andreas di Rinn

Il bambino Andreas Oxner è nato a Rinn vicino a Hall nel Tirolo (Austria) il 26/11/1459 e si dice che il 12 luglio 1462, mentre sua madre stava lavorando nel campo, sarebbe stato venduto dal suo padrino a commercianti ebrei di passaggio, che poi lo avrebbero macellato secondo le prescrizioni religiose ebraiche, tagliando l'aorta, la trachea e l'esofago.

l'assassinio di Andreas
l'assassinio di Andreas

 

Il suo corpo per 13 anni riposava, senza particolare attenzione da parte della chiesa e del popolo, nel cimitero di Ampass, un luogo vicino a Rinn.

Andreas di Rinn
Andreas di Rinn

Solo nel 1475, in occasione della festa della Santissima Trinità e due mesi dopo il presunto omicidio rituale di Simone di Trento, i resti del bambino vennero presi e, con la partecipazione di una grande folla, portati alla pietra del martirio, chiamata da allora “Judenstein” (pietra degli ebrei) e poi sepolto nella chiesa di Rinn. Da quel momento iniziò il culto pubblico del bambino martire che ben presto, a causa dei miracoli, avrebbe avuto un sorprendente sviluppo.

Andreas di Rinn non venne invocato e adorato solo dalla gente comune, ma anche dalla casa regnante tirolese degli Asburgo, così che l'imperatore Massimiliano I nel 1670 ordinò di costruire una nuova chiesa nel luogo dov'era accaduto l'omicidio. La chiesa venne dedicata ai bambini innocenti e ad Andreas di Rinn. Sulla roccia che si trova nella chiesa, nel 1744 venne collocato un gruppo di statue di legno che rappresentano l'evento del presunto omicidio rituale.

Papa Benedetto XIV consentì la venerazione di Andreas e lo beatificò il 15/12/1752. Fino al 19° secolo nella zona numerose immagini e statue di Andreas erano fissate alle mura delle case e in onore del bambino vennero celebrate anche delle festività.

Spesso, il culto di Andreas veniva sfruttato per le manifestazioni antisemite. Durante il periodo del nazionalsocialismo la storia di Andreas divenne materia scolastica e venne anche pubblicata nella rivista settimanale "Der Stürmer".

La festa di "Andreas di Rinn" venne soppressa dal calendario della chiesa da Paul Rusch, vescovo di Innsbruck, nel 1953. Nel 1985 il vescovo Reinhold Stecher fece rimuovere i presunti resti di Andreas dal Santuario di Rinn.

der Judenstein in der Mariä Heimsuchung Kirche
der Judenstein in der Mariä Heimsuchung Kirche

Nel 1987 il vescovo Kurt Krenn di Vienna attirò nuovamente l'attenzione sul culto di Andreas, per il quale venne criticato moltissimo dal vescovo Reinhold Stecher di Innsbruck; nel 1994 quest'ultimo proibì ufficialmente il culto del “Judenstein”, fece ricoprire nella cappella locale un affresco con la rappresentazione dell'omicidio rituale e rinominò la Chiesa in "Visitazione della Beata Vergine Maria". L'altare maggiore e parte degli affreschi del soffitto barocco vennero sostituiti da rappresentazioni mariane e sulla pietra venne messo un gruppo del monte degli Ulivi.

Tuttavia ogni anno la Domenica dopo il 12 luglio ha luogo un pellegrinaggio organizzato privatamente fino al “Judenstein” vicino a Rinn.

la lapide di Andreas di Rinn
Qui giace il bambino innocente Andreas che, secondo la tradizione, è stato ucciso da sconosciuti nel 1462. Purtroppo, per la sua morte, considerata per secoli un omicidio rituale, vennero accusati ingiustamente degli ebrei di passaggio. Questa frequente accusa, completamente priva di fondamento, ha portato al fatto che Andreas erroneamente è stato considerato come martire della fede.

Il bambino Andreas giace qui non come martire della Chiesa, ma come ricordo ammonitorio per i tanti bambini che fino ad oggi sono vittime della violenza e del disprezzo della vita. Con tutti loro Andreas di Rinn è entrato nella gioia eterna di Dio.

Simone di Trento

Jacopo Palma il giovane: la Pasqua ebraica
Jacopo Palma il giovane: la Pasqua ebraica

Il Giovedì Santo, 23 marzo 1475, tra l'altro il giorno della Pasqua ebraica, (Passah) scomparve a Trento il bambino cristiano Simone di due anni, figlio del conciapelli Andreas Unverdorben.

Il cuoco del prestadenaro ebraico Samuele di Trento scoprì, tre giorni dopo, quindi la Domenica di Pasqua, il cadavere del bambino nello scantinato del suo padrone, nel serbatoio d'acqua nel quale veniva raccolta l'acqua per l'uso quotidiano, proveniente dalla grondaia urbana.

Insieme ai rappresentanti della comunità ebraica (il prestadenaro Engel e il medico ebraico Tobias), denunciò subito alle autorità il ritrovamento. Una visita del cadavere rivelò delle ferite su tutto il corpo.

chiesa San Pietro a Trento
chiesa San Pietro a Trento

Nella stessa serata il bambino morto venne portato nella vicina chiesa di San Pietro e circa 30 uomini ebrei e Brunetta, la moglie di Samuele, vennero arrestati e accusati di omicidio perché il corpo in loro presenza avrebbe iniziato a sanguinare.

Ancora pochi giorni prima, il francescano Bernardino da Feltre aveva tenuto a Trento dei sermoni anti-ebraici, affermando la possibilità dell'esistenza di omicidi rituali. I suoi sermoni e l'accaduto avrebbero poi avuto come conseguenza la distruzione della comunità ebraica di Trento e l'espulsione degli ebrei da Perugia, Gubbio, Ravenna e altre città italiane.

 

Sisto IV
Sisto IV

Per mesi ebbero luogo gli interrogatori e il processo contro gli ebrei, per conto del principe vescovo di Trento Johann Hinderbach. Nonostante il Papa Sisto IV e l'arciduca Sigismondo del Tirolo si opposero agli interrogatori del Principe Vescovo di Trento, il processo prosegui.

Gli imputati, che inizialmente negarono convintamente il loro coinvolgimento nella faccenda, e che dichiararono che la religione ebraica rifiuta rigorosamente l'uccisione di una persona, non sopportando più le continue torture, approvarono infine la confessione preparata dai giudici, cioè che avrebbero attirato il piccolo Simone, lo avrebbero torturato con dei piccoli tagli nella carne e nei genitali, prelevato il suo sangue ed infine ucciso, perché a Pasqua il sangue di un innocente bambino cristiano sarebbe stato necessario per la preparazione delle Matzah e per deridere il Dio dei cristiani.

la rappresentanza dell'omicidio rituale di Trento nella Cronaca di Norimberga
L'immagine rappresenta l'assassinio di Simone di Trento. Gli ebrei si riconoscono dall'anello giallo.
A sinistra dell'immagine, come unica donna, appare Bruneta, moglie del prestadenaro Samuele, alla quale viene chiesto da lsrahel di portare nuove armi assassine. Al centro dell'immagine si vede il piccolo Simone che viene mantenuto nella posizione di un Cristo sulla croce. Mentre Thobias, Mayir e Vital perforano la pelle e la carne del bambino, al fine di ottenere il sangue, Moyses fa un taglio nella zona genitale. Saumel invece tiene il bambino e Angelus ne raccoglie il sangue.

 

Simone di Trento
Simone di Trento

Il processo si concluse con la confisca dei beni di 15 tra i presunti colpevoli e la loro condanna a morte. Vennero giustiziati nella periferia della città tra il 21 e 23 giugno 1475.

La condanna degli ebrei diede al principe vescovo Hinderbach la possibilità di considerare il piccolo Simone come n martire perché, già nel corso del processo, girava la notizia di eventi sorprendenti accaduti vicino alla bara del bambino; entro la fine di giugno 1475 si contavano 129 miracoli che vennero messi in relazione con il “Beato martire Simone di Trento".

Iniziò un flusso di pellegrini che sulla tomba di Simone pregavano e donavano denaro.

Papa Sisto IV, con la minaccia della scomunica, vietò la venerazione del piccolo Simone perché per lui le circostanze della morte del bambino non erano chiare. Ma la venerazione dei fedeli provenienti da tutta l'Europa non si fermò, anzi crebbe ancora di più superando il divieto papale è divenne una realtà.

Caesare Baronio
Caesare Baronio

Il culto continuò anche nel secolo successivo, così che Cesare Baronio, cardinale e storico della Chiesa cattolica, nel 1584 inserì il nome di Simone nel "Martirologio Romano". Nel 1588 su richiesta del vescovo di Trento, Papa Sisto V concesse la venerazione e quindi l'accordo per una beatificazione formale.

Centri del culto divennero le cappelle erette in onore di Simone nei siti dell'uccisione e del rapimento e la chiesa San Pietro, dove veniva conservato ed esposto il piccolo corpo imbalsamato. Fino al 1955, oltre alla celebrazione annuale del 24 marzo, ogni 10 anni, veniva fatta una grande processione con il corpo del bambino e le reliquie degli strumenti del presunto martirio. Nel 1782 la Congregazione dei Riti nominò il Beato Simone come secondo patrono della diocesi di Trento.

Simone di Trento
Simone di Trento

Indagini approfondite sul presunto omicidio rituale portarono, nel 19° secolo, all'esclusione dei riti ebraici.

Anche se i tradizionalisti si opposero, con decreto pontificio il 28 ottobre 1965, venne soppresso il culto del piccolo Simone, con la giustificazione che gli ebrei di Trento erano stati vittime di un errore giudiziario; nel nuovo Martirologio Romano del 2001 Simone non è più elencato. I resti del piccolo Simone Unverdorben vennero sepolti nel cimitero locale.

Nel 1979, in un incontro ufficiale, avvenne la riconciliazione tra la città di Trento e gli ebrei e nel 1984 la "Via San Simonino", dove era vissuto il bambino con i suoi genitori, venne rinominata in "Via Simonino”.

 

barra

Matzah = (pane azzimo), un pane sottile piatto che viene mangiato dagli ebrei religiosi legati alla tradizione durante la festa della Pasqua ebraica. E' fatto di acqua e uno delle cinque specie di cereali (grano, segale, orzo, avena o farro), senza lievito.
La Matzah viene mangiata in memoria dell'esodo degli Israeliti dall'Egitto. Secondo la tradizione della Torah agli Israeliti, nel momento della partenza, non rimase tempo di lasciar lievitare la pasta per il pane (Libro dell'Esodo 12,33-34: Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: "Stiamo per morire tutti!". 34 Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli).

il sacrilegio delle ostie di Sternberg 1492
il sacrilegio delle ostie di Sternberg 1492.
Un sacerdote vende all'ebreo Elihart le ostie consacrate,
che dopo le coltellate iniziano a sanguinare.
rappresentazione di Diebold Schilling,
cronista svizzero, nel 1513 (dettaglio)

Sacrilegio delle ostie = l'accusa di usare il sangue delle persone uccise per scopi rituali venne sollevata già nel primo secolo d.C., e precisamente dai romani contro i cristiani.

 

Da questo poi, tra il 13° e 16° secolo, nacque l'accusa inversa: gli ebrei avrebbero rubato le ostie e le avrebbero perforate, e questo venne visto come un reato religioso grave che portò alla persecuzione e a diversi pogrom.

 

Nel Medioevo, all'ostia consacrata, soprattutto dopo il dogma cattolico della transustanziazione, che si trasforma nel corpo reale di Gesù Cristo, venne attribuita la massima potenza magica.

 

 

Passah = (in ebraico Pesach: "di passaggio"); la Passah è una delle tre principali feste ebraiche (oltre alla festa dei Tabernacoli e la festa delle settimane) per commemorare il fatto di essere stati risparmiati dall'angelo sterminatore (Esodo 12, 23: Il Signore passerà per colpire l'Egitto, vedrà il sangue sull'architrave e sugli stipiti: allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire.) e l'Esodo dall'Egitto. La Passah viene celebrata il 14° nisan, ossia il primo plenilunio di primavera, con una cena in famiglia a base di pane azzimo (Matzah), erbe amare e un pezzo di arrosto che ricorda l'agnello pasquale che fino alla distruzione del Tempio (70 d.C.) veniva sacrificato nel Tempio di Gerusalemme durante la Passah. In Israele la Passah dura sette giorni e nella diaspora otto.

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